Che c’entra Gesù?

Non dimentichiamo mai da dove siamo partiti: la domanda di Gesù sui nostri bisogni: “che cercate?”. La risposta a questa domanda rivela molto di chi siamo. All’inizio della sua predicazione, Gesù si presenta come la risposta di Dio alle nostre domande, come colui che è venuto a colmare ogni vuoto. “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al vangelo”.

In questa domenica e la prossima, l’evangelista Marco, ci racconta una giornata intera, che Gesù trascorre a Cafarnao. Ci servirà per capire meglio cosa significhi: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino”. E come possiamo convertirci e credere al vangelo. È un giorno di sabato, in cui troviamo come protagonisti Gesù, i discepoli, Satana e la folla.

Tutti sono stupiti dall’insegnamento di Gesù. Non tanto da quello che dice, ma soprattutto da come lo dice, perché probabilmente è un insegnamento dato con la vita, prima che con le parole.

Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi”.

Finalmente si compie la promessa di Dio al suo popolo:

Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto” (cfr. Dt 18,15-20).

Una parola nuova, sorprendente, inaspettata. Che mette in luce le nostre ferite e le guarisce; che rivela i legami delle nostre schiavitù e ci libera, che ci chiama a lottare contro il male che strazia e divide. E ci permettere di vincere ogni rassegnazione.

Ecco perché è fondamentale domandaci: Quale spazio ha il vangelo nella mia vita? Come accolgo la Parola del Signore nella mia vita?

L’uomo posseduto dallo spirito impuro (questa è la condizione dell’umanità) appena si sente toccato dall’insegnamento di Gesù reagisce: “Cominciò a gridare, dicendo: Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?”. Dovrebbe essere anche la nostra reazione, ogni volta: “Che vuoi da me, Gesù Nazareno? Che c’entri con la mia vita? Che vuoi da me? Davvero tu sei la mia salvezza, la mia liberazione, la mia felicità? Perché vieni a scomodarmi con il tuo Vangelo?”.

La predicazione non può essere tiepida” ha detto il Papa venerdì scorso, perché “la predicazione sempre — permettetemi la parola — “schiaffa”: è uno schiaffo che ti commuove e ti porta avanti”. Invece noi spesso rimaniamo tiepidi, inerti, indifferenti. E invece dovremmo lottare.

La folla nel vangelo reagisce a quell’insegnamento di Gesù dato con autorità.

Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!”.

Noi, da che parte stiamo?

Ecco, il Regno di Dio è vicino ed è iniziata la sconfitta del regno di Satana. L’eucaristia è il segno evidente della sconfitta del male, mentre Dio si consegna ai peccatori perché tutti abbiano la vita.

Un pensiero riguardo “Che c’entra Gesù?

  • 30 gennaio 2018 in 1:13
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    Cosa c’ “entra” Gesù?

    Gesù Cristo fu scelto per essere il nostro Salvatore. LUI rende possibile la nostra risurrezione, per poter così tornare alla presenza del nostro Padre Celeste ed “entrare” alla Sua casa. Oltre a salvarci dai nostri peccati, il Salvatore ci offre anche pace e forza nei momenti di prova. Egli ci offre un esempio perfetto, e i Suoi insegnamenti sono la base per avere felicità in questa vita e vita eterna.
    “QUEL valido compagno di VIAGGIO”

    “Entra” nella mia vita?
    Se sono disposto a cercarlo, a volerlo , se lo tengo presente nelle scelte, allora Lui si fa trovare, si fa sentire.. risponde ad ogni umile preghiera che esce dal CUORE dell’uomo.

    Allora se “entra” nel nostro mondo quotidiano perché soffriamo a riconoscerci Cristiani?

    Perché siamo vulnerabili, tiepidi, ingrati verso Colui che ci ha permesso di “entrare” nella casa del Padre?

    Ecco ci si volta verso tante altre cose invece che accoglierti ed essere tuoi servitori, perché la conversione e l’ immergersi in Te comporta fatica, comportano rischi, comportano giudizi dagli altri ed oggi si vuole una vita facile.

    Insegnaci Signore a perseverare, a non mollare, affinché possiamo ” entrare” noi in vera comunione con Tuo figlio Gesù, ed essere il nostro CENTRO.

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