Dal deserto al giardino

Perché Gesù è il salvatore di tutti gli uomini? Perché gli uomini hanno bisogno di essere salvati?

Il popolo d’Israele immagina la storia come un continuo dialogo tra l’umanità e Dio. Dio, attraverso la Creazione propone la sua amicizia, un’alleanza, ma l’umanità, in molte occasioni e nelle diverse epoche, si mostra infedele.

Israele sperimenta come l’allontanamento dall’alleanza produca la morte. Dio ci ha creati per vivere nell’armonia e noi siamo diventati nemici tra noi. Dio ci ha consegnato tutto nelle nostre mani e noi non riusciamo a godere di nulla. Dio ci ha chiamati alla vita, come in un giardino rigoglioso, e noi camminiamo verso la morte, come in un deserto.

Ecco, il peccato: la trasformazione di tutto ciò che è bello in un deserto. Ecco, il peccato originale: l’incapacità di uscire da questo vortice di miseria, come se la nostra esistenza fosse un piano inclinato fa scivolare tutto verso il male e la distruzione.

Guardiamo ai bambini: vogliono conoscere e sperimentare la vita. Quando ricevono un gioco cominciano la loro esplorazione, che raramente rispetta le regole. Se non interviene l’adulto, che aiuta il bambino ad usare correttamente quel giocattolo, presto sarà rotto. Qualche volta irrimediabilmente. Lo stesso accade quando vogliamo conoscere e sperimentare la vita da soli: finché dura il gioco ci divertiamo, ma improvvisamente tutto può finire. Ecco, il deserto e la desolazione.

Oggi Gesù sta nel deserto con noi. Si prende cura della nostra desolazione. Ci indica una via di salvezza. L’evangelista Marco ce lo presenta in lotta con Satana per quaranta giorni. Ma noi sappiamo che sarà la lotta di tutta la sua vita, come la quaresima che viviamo è come un simbolo di tutta intera la nostra esistenza di credenti.

Qual è la lotta che Gesù deve affrontare in tutta la sua esperienza terrena?

Deve salvare il mondo. E deve decidere con quali strumenti e attraverso quali vie. Può scegliere il successo secondo il mondo, visto che può compiere prodigi e guarigioni; può scegliere il potere secondo il mondo, visto che nessuno potrà opporgli resistenza; può scegliere di usare Dio come gli fa più comodo. Pensiamo: se noi dovessimo mostrare Dio agli altri e avessimo ricevuto il dono dell’onnipotenza, cosa faremmo? Da dove cominceremmo? Se dovessimo mostrarlo a un ammalato? Oppure a un povero? Oppure a un delinquente? Oppure a chi ha perso una persona cara? Probabilmente molte idee ci sono state suggerite da Satana. Sono le soluzioni di questo mondo. Il nostro modo di pensare quando giochiamo con le regole sbagliate.

Invece Gesù sceglie di mostrarci chi è Dio, seguendo le regole di Dio e non quelle di Satana. Sceglie di stare con noi. Di non lasciarci soli nel deserto delle nostre ferite e delle nostre povertà, nel deserto del nostro peccato e della nostra morte.

Fratelli e sorelle, la nostra salvezza è che Dio non ci abbandona mai. Così si ristabilisce l’alleanza, il cielo ritrova i suoi colori e la terra torna a essere un giardino. È possibile ristabilire l’armonia tra le creature e l’amicizia con il Signore. È possibile vincere la lotta contro Satana, spirito del male.

Il tempo di quaresima sia l’occasione favorevole per fermarci davanti al Vangelo, per guardare come Gesù è presente nel nostro deserto, per lasciarci spingere dallo Spirito fuori dalle logiche di Satana, per lasciarci salvare dall’Amore del Padre. (cfr Ef 2,4).

Un pensiero riguardo “Dal deserto al giardino

  • 20 febbraio 2018 in 0:08
    Permalink

    Diamo da bere alla nostra anima per non esser “deserti”

    Dall’aurora io cerco te
    fino al tramonto ti chiamo
    ha sete solo di te
    l’anima mia come terra deserta
    ha sete solo di te
    l’anima mia come terra deserta

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