La Croce

Gesù che entra nel tempio e scaccia i mercanti, i quali ne avevano fatto un luogo di commercio, in realtà è entrato nella nostra vita e nel nostro modo di vivere la fede, il nostro modo di incontrare Dio: forse rovesciando alcune nostre convinzioni, presunzioni e abitudini. Poiché spesso viviamo la nostra relazione con Dio fuori dalla sua logica e lontani dal suo cuore, quando trasformiamo la nostra vita e la nostra fede in un “luogo di commercio”, di compromesso.

Questa è la nostra situazione di partenza oggi. Tutto questo rischia di compromettere il senso della nostra intera esistenza, che prima o poi dovrà attraversare l’incognita della morte. Quando non saremo in grado di comprare neppure un istante in più, né di aggiungere un solo capello sul nostro capo.

Il libro delle Cronache utilizza anche questa domenica l’immagine del tempio in cui gli Israeliti “moltiplicarono la loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio”.

Anche oggi la parola di Dio ci ricorda che tutto questo, non importa se vissuto a fin di bene o con malvagità, non importa se in buona fede o con cattive intenzioni, è male. Tutto questo conduce alla distruzione, alla desolazione e alla morte.

Quindi [i suoi nemici] incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi. Il re [dei Caldèi] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli”.

Potremmo continuare noi oggi: i giovani perdono la fiducia nel futuro, si preferisce non mettere al mondo i figli, un padre accecato dall’odio uccide le sue figlie e si toglie la vita, ogni tanto qualcuno esce fuori e si mette a sparare a qualcun altro, ci si odia gli uni gli altri fino a diventare violenti, si ha paura di tutto fino desiderare l’eliminazione degli altri come unica possibilità di salvezza.

Mi viene in mente la saga degli Hunger Games, dove per rimanere in vita bisogna pagare un tributo di sangue, facendo scontrare i più giovani, i quali devono uccidersi tra di loro, finché non ne rimarrà soltanto uno.

La Parola di Dio ci ricorda anche che la distruzione del tempio corrisponde alla distruzione dell’intera città. Come l’eliminazione di Dio corrisponde all’eliminazione dell’uomo.

Ma Dio promette una possibilità di salvezza, la liberazione dall’esilio, la ricostruzione di Gerusalemme e la riedificazione del tempio. La possibilità di essere guariti dal veleno che ci impedisce di vivere felici.

Ecco oggi la risposta di Dio davanti alla condizione desolante dell’umanità che si è persa nella sua presunzione di onnipotenza, nell’ansia di poter fare tutto da sé, nell’illusione di non aver bisogno di nessuno e di poter confidare soltanto sulle cose.

Dio risponde attraverso la vita di Gesù Cristo offerta sulla Croce. Ma bisogna essere attenti a non equivocare questo segno. Noi ci lasciamo sviare dagli effetti della Croce: il dolore, la sofferenza, la morte. E subito pensiamo che la risposta di Dio sia una salvezza che si conquista attraverso il dolore, che si merita in cambio della sofferenza, che si ottiene dopo la morte. Ma non è così!

Noi dobbiamo accogliere il motivo della Croce e non i suoi effetti: perché Gesù non ha rifiutato la morte di Croce? Non per mostrarci la sofferenza, ma per rivelarci l’amore del Padre, che non si ferma neanche davanti alla morte. La risposta di Dio alla possibilità di rovinare la nostra vita e di distruggere ogni cosa è l’amore. Non la sofferenza. Una salvezza che si riceve come dono di amore e che genera una feconda risposta di amore. L’amore che dà senso anche alla sofferenza, che aiuta a guarire da ogni dolore e che supera la morte.

Un pensiero riguardo “La Croce

  • 14 marzo 2018 in 17:49
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    Gesù non rifiuta la croce perché ha una sola ed unica volontà, quello di seguire la volontà del Padre che l’ ha mandato nel mondo.
    Gesù ha un amore infinito per il Padre e per tutti noi… Non torna indietro…!

    Il Padre ama profondamente suo Figlio Gesù e ama in ugual misura senza distinzione ognuno di noi

    Nella croce si manifesta l’ amore completo della Santissima Trinità… Padre Figlio e Spirito Santo! Sempre d’ amore e di quell’ amore difficile da comprendere e vivere fino in fondo all’ uomo se non che per opera di Dio.

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