La prova

Siamo ancora nel deserto quaresimale, messi alla prova. Domenica scorsa Gesù, oggi tocca a noi.

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!».

In cosa consiste la “prova” per Abramo? Egli si trova immerso nella sua storia e nella sua ricerca di vita. Possiamo riconoscere in quella sua lenta salita al monte anche la nostra storia personale: una affannosa ricerca di vita che termina con un sacrificio di morte; una continua contrattazione con Dio, che ci siamo raffigurati come colui che chiede e che toglie. È la visione umana della storia e della divinità: la tragedia dell’esistenza. Un camminare angosciato, aspettando che ci sia tolto tutto, fino a ciò che abbiamo di più caro.

La prova che Abramo deve superare è quella di conoscere Dio, invece che rimanere fermo all’idea che si è fatto di lui.

Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!».

Abramo scopre che il suo è un camminare dalla morte verso la vita. E Dio è colui che dona, non colui che toglie. La prova di Abramo è quella di ascoltare la voce di Dio e di cercarlo continuamente nella sua esperienza personale, per riconoscerlo nella verità. E non continuare a immaginarlo nella paura.

«Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo…  io ti colmerò di benedizioni… Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

Anche noi oggi siamo messi alla prova dal Signore, cioè siamo chiamati a riconoscerlo come egli è, nell’ascolto della sua Parola. Siamo condotti in alto, sul monte del sacrificio eucaristico, dove il Padre non risparmierà suo figlio, affinché noi possiamo avere la vita.

Gesù si trasfigura davanti a noi, cioè si mostra nell’umanità per rivelarci il cuore del Padre. Lo fa dopo essersi mostrato nel deserto a lottare con noi, dopo aver annunciato agli apostoli il passaggio attraverso la Croce. Pietro, Giacomo, Giovanni e gli altri sono nell’angoscia: ecco, andiamo verso la morte, dietro a Dio che ci toglie la vita. E invece no.

Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche… Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».

 Riprendiamo il nostro cammino, illuminati da questa Parola nuova, dopo essere stati messi alla prova: noi eravamo morti a causa del peccato e delle nostre illusioni, ma il Signore ci chiama a camminare verso la vita. Egli si è rivelato come Dio che sta con noi e ci dona tutto.

L’evangelista Marco specifica che siamo al sesto giorno. Quando Dio crea l’umanità e se ne compiace. Quando si conclude l’Alleanza con il suo popolo. Il giorno del compimento.

Ecco la quaresima, ecco la fede cristiana: camminare insieme a Dio, nostro amico, il quale non risparmia nulla per la nostra felicità. La consapevolezza definitiva che l’esistenza umana non è fatta per soffrire, ma per essere amati. Senza fine.

Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!

Un pensiero riguardo “La prova

  • 1 marzo 2018 in 14:01
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    Vivere questo periodo di Quaresima come una” prova”, non facile… Basta impegnarci a dar “prova” della nostra gioia, a rinunciare al peccato, a mettere Dio al primo posto nella nostra esistenza, a vivere nella consapevolezza e nell’entusiasmo di essere figli di Dio che ci ama immensamente, a non chiedere “prove” a Dio Padre, a non voler segni e “prove” a Gesù come facevano i Farisei e gli scribi… Non sentirsi sempre “provati” da ogni difficoltà…

    Allora sarà Pasqua, la vita nuova che Cristo ci ha donato.

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