Stanchi, in cerca di ristoro

Siamo tutti risucchiati dal vortice degli impegni e degli appuntamenti, tanto da perdere di vista l’orizzonte che ci orienta. Oppure siamo così atterriti dalla noia e dalla solitudine che non riusciamo a trovare la bellezza del vivere. Insomma, stanchi e oppressi. In cerca di ristoro.

Gesù non si propone come colui che toglie fatica e pesantezza, ma come un’alternativa. Probabilmente non riusciremo ad eliminare dalle nostre giornate la fatica o il dolore, la solitudine o la frenesia. Ma possiamo dare senso ad ogni esperienza. E valore ad ogni incontro. E soprattutto, non perdere di vista l’orizzonte della felicità, nonostante passi falsi e cadute.

Questo è il giogo nuovo, offerto da Dio: la fatica che non ti distrae dalla vita e il limite che non ti impedisce la libertà. Si realizza la promessa del profeta Isaia: Dio “dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato. Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono; ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi“.

E attraversando il “come” dell’esistenza ne intravvediamo già il “perché”.

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». (Matteo 11,28-30)