Il tempo guadagnato

Il 20 ottobre in Cattedrale durante la Veglia missionaria, il Vescovo Carlo ha consegnato il mandato ai catechisti e alle catechiste della nostra diocesi. C’eravamo anche noi. E abbiamo chiesto a Maria, di raccontarci la sua esperienza e di condividere le sue sensazioni.
Maria SEIOTTO ACR
Maria Giglioli

Venerdì sera ho partecipato per la prima volta, da quando mi sono trasferita a Grottammare, alla veglia di preghiera per le missioni nella Cattedrale di San Benedetto. Mentre andavo, dopo una giornata frenetica, passata a correre dietro agli impegni della famiglia mi sono chiesta perché ci stavo andando, vista la mia stanchezza. Avevo la sensazione che non “ci avrei ricavato nulla”.

In quel momento mi è venuta in mente una conversazione avuta agli inizi di settembre con un mio amico al quale esprimevo la gioia di riprendere a fare la catechista. Mi aveva manifestato la sua ammirazione per le persone, che come me, prestano servizio nella Chiesa. “Dedicare tempo agli altri non è facile” mi disse “anche perché togli del tempo per te”. La mia risposta da catechista ed educatrice ACR navigata (più di venti anni di esperienza a Siena, mia città natale), fu quasi immediata, “per me è naturale, appagante, stimolante e, nonostante la fatica mi riempie di gioia. Non tolgo tempo per me… lo guadagno!”

“Nonostante la fatica”… ecco questo ne è l’esempio. Per me in quel momento era proprio faticoso pensare di dover stare dentro la chiesa, in ascolto. Ma sentivo che rinunciare sarebbe stato peggio.

Prima di tutto non avrei ricevuto in modo formale il mio primo mandato come catechista di questa diocesi. Un atto formale sì, ma fondamentale: non sono da sola a presentare Gesù ai “miei” bambini e alle loro famiglie, ma è la Chiesa che lo fa attraverso me. Pregando per noi il Vescovo ha chiesto al Signore di sostenerci nel nostro impegno di far conoscere Gesù ai nostri fratelli perché, attraverso l’ascolto della Parola e seguendo l’insegnamento della Chiesa, possiamo godere insieme, con coloro che incontriamo, della gioia di vivere uniti in Dio.

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Il coro che ha animato i canti della veglia missionaria

Sono convinta che, se per motivi particolari non fossi andata, avrei ricevuto comunque la forza dello Spirito. Ma essere presente lì con gli altri, mi ha dato la vera percezione di quello che stava accadendo. Essere lì mi ha dato forza. Essere lì mi ha fatto sentire parte di qualcosa di grande. Mi ha fatto sentire che non siamo soli. Mi ha fatto capire che tutti siamo chiamati a essere missionari e per farlo ognuno ha le proprie capacità da mettere in atto in ogni esperienza della propria vita.

Io ho la fortuna di essere chiamata a poterlo fare anche con i bambini e i ragazzi. È una missione questa che ogni volta è una scoperta. In ogni incontro, credendo di aiutare loro a conoscere sempre più Gesù, mi scopro cresciuta io nella mia Amicizia con Lui.

Uscita dalla veglia, venerdì, ero felice. Mi sentivo più carica e forte. Felice di aver sconfitto quella voglia di stare a casa. Felice dell’incontro con i miei fratelli “missionari” nelle altre parrocchie. Felice ancora una volta, di non aver tolto tempo per me, ma di averlo guadagnato, anzi di averci guadagnato tanto di più!

Maria Giglioli

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